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Quercianella

LE GUIDE
Introduzione Le guide Il castello del Romito e il ministro Sonnino Il paese, le pensioni, i villini La stazione I bagni e il mare Archeologia Nuvolari

...dalla Costa Fiorita di Quercianella

Edizione Stella del Mare Livorno, 1991
LA TORRE DI CALAFURIA

Ill.mo signor Direttore.

Sento dire da qualche giorno che sarà demolita o ridotta ai minimi termini la Torre di Calafuria. Veramente queste voci mi sono giunte all’orecchio in modo molto vago; tuttavia, nel dubbio che esse possano avere qualche fondamento, Le sarò gratissimo, esimio signor Direttore, se vorrà compiacersi di accogliere questa mia nel suo pregiato giornale.
La Torre di Calafuria, anziché abbattuta o trasformata, dovrebbe proprio esser lasciata come sta. Tolto al Forte di Antignano il suo vecchio aspetto per inconsulti restauri e rabberciamenti, ridotte le torri del Boccale e del Romito alle presenti condizioni per le quali d’antico non conservano che il nome; resta solamente, nei pressi di Livorno, la Torre di Calafuria, modestissimo monumento dell’antico Stato dei Presidii, a ricordare le relazioni tra Carlo V e Cosimo I dei Medici dopo la guerra di Siena; la dominazione spagnuola, ed i rapporti fra la Toscana e la corte di Napoli nel secolo XVIII. Sarebbe perciò un vero vandalismo distruggerla, molto più che merita qualche considerazione anche per l’architettura militare che doveva di lì a pochi decenni subire modificazioni così sostanziali.
Quest’Archivio Storico Cittadino, nelle filze delle Lettere Civili, specialmente del periodo francese, e nel carteggio dei comandanti il Littorale, custodisce lettere così importanti dirette dai guardiani di queste torri, da rendere ragionevole il desiderio che almeno ne sia, conservata una; e da giustificare me se ho levato la voce perché alla vecchia torre di Cosimo, Duca di Firenze e di Siena, sia risparmiata la demolizione.
L’essere state accolte le mie proposte relative alla Torre della Magnale, unico avanzo e ricordo del più vetusto Porto Pisano, tantoché il restauro di essa pare che s’incammini a buon esito, mi fa sperare che anche queste mie parole non saranno vane; e che coloro ai quali si spetta di provvedere, lasceranno ancora torreggiare maestoso, dinanzi all’ampia distesa del mare, quel non spregevole ricordo dell’antica storia toscana.
Intanto La ringrazio della sua cortesia e mi pregio segnarmi
Suo dev.mo Dott. Pietro Vigo
Direttore dell’Archivio storico cittadino

Da “Il Telegrafo”, del 16 luglio 1900


LE PASSEGGIATE

Chi visita Montenero e vi si trattiene non potrebbe trascurare di visitar Quercianella dove può recarsi per due strade; o per quella del littorale, scendendo ad Antignano e passando dinanzi alle torri del Boccale e di Calafuria, che gli presenterebbe luoghi veramente deliziosi per vedute di monti e di mare, come quella del Sassoscritto e quella del Romito; o per la via anzidetta, prosecuzione della via del Castellaccio e chiamata via di Quercianella. Da Montenero è preferibile prendere questa seconda che può esser percorsa anche in barroccino, salvo qualche breve tratto ov’è necessario andare a piedi.

E a Quercianella il passeggiero potrà ristorarsi largamente dalla fatica che avesse durato nel cammino; sia perchè troverà subito buone trattorie (fra esse rinomatissima quella di Vittorio Barontini), sia per la bellezza ed amenità del sito.
Quercianella, per la posizione sua, sarebbe stazione da inverno. Riparata perfettamente dai venti gelidi del settentrione, ed esposta al sole, sotto il diretto e benefico influsso dell’aria marina, essa non ha invidia ai luoghi più temperati della riviera ligure, perchè la temperatura media giornaliera nella stagione invernale è di alcuni gradi più alta di quella di Livorno, ed il clima, perchè meno umido, ne è preferibile a quello stesso di Pisa, il cui soggiorno è pur così gradevole nella stagione d’inverno. Se sarà conosciuta ed apprezzata questa speciale condizione di quel villaggio dei monti livornesi, quando la ferrovia Livorno-Cecina renderà più agevole l’accedervi, noi non dubitiamo che Quercianella non debba acquistar la più grande importanza.
Questo ridente villaggio della parrocchia di Montenero ne è meritevole anche per altre ragioni. E’stazione balneare eccellente, perchè l’acqua del mare sbattuta colà fra massi calcarei e senza mistura alcuna di alghe o di acque fluviali, si presenta purissima: diverse vie poi vi metton capo: quella litoranea che viene da Antignano; quella che scende da Montenero attraverso i poggi, e quella comunale di Castelnuovo-Gabbro e del paese di Nibbiaia.
Quercianella, dove si vedono alcune case raccolte presso il mare, la bella villa del signor Gower, ed una chiesa in costruzione da molto tempo interrotta, è cresciuta d’importanza anche per una elegante chiesetta ed un ospizio dei PP. Francescani, in una delle più amene posizioni che possano immaginarsi.
Il P. Andrea da Quarata ed il P. Ermenegildo da Chitignano, celebri missionari dell’Incontro, venuti a dare le missioni in Livorno, colsero grandi frutti dalle loro fatiche apostoliche, e risvegliarono tanta affettuosa reverenza nel popolo livornese che questo si mostrò desideroso di avere, se non nella città, almeno nella diocesi, un convento o almeno un ospizio di Frati Minori Riformati, come allora si chiamavano. Avuta promessa che quei devoti figli di S. Francesco d’Assisi sarebbero venuti ed avrebbero scelto per sede il sito amenissimo e pacifico di Quercianella, molti buoni livornesi posero mano senz’altro a fabbricare la chiesa; ma questa rimase incompiuta, perchè ai Padri Francescani non parve sito adatto per nessuna ragione; onde fu interrotta come ora si vede, sebbene la costruzione ne fosse assai avanzata. Volendo però quei buoni frati soddisfare il desiderio dei livornesi e più che altro provvedere ai bisogni spirituali degli abitanti di Quercianella, dalla quale la chiesa parrocchiale di Montenero, a cui appartiene, dista oltre tre miglia per aspra via tutta fra macchie ed ancor più distante è quella di Antignano, scelsero, poco dopo, il sito presente, dove fu già una villetta appartenente ai signori Lami e da questi venduta ai Frati Riformati. Il terreno che è oggi di proprietà dell’ospizio, dalla vetta del poggio boscoso che gli sta dappresso sino al lido, forma un triangolo inclinato verso il mare; e su di esso furono costruiti l’ospizio e l’elegante chiesetta; questo e quello, sebbene piccoli e modesti, degnissimi tuttavia di esser visitati per la pace e la dolcezza che nell’amena solitudine in cui sorgono, versano nel cuore. Dinanzi all’ospizio un orto e la bella strada che conduce a Castiglioncello; poi la spiaggia che s’incurva dolcemente, ed il mare; di dietro il bosco, e d’intorno, le colline e le valli coperte da folte boscaglie e qua e là qualche luogo coltivato.

La chiesetta, di stile gotico, non presenta di notevole all’amatore delle arti belle che un’immagine della Vergine sull’altare laterale in cornu evangelii, di scuola fiorentina del Quattrocento. In sacrestia si vede un quadro, lavoro di scarso pregio, rappresentante Gesù Nazareno e Santa Caterina da Siena, circondati da angeli, uno dei quali toglie dalla fronte del Salvatore la corona di spine, per metterla sul capo della serafica vergine senese.
Sopra la porta della chiesa internamente si legge la seguente iscrizione:

APERTO IL 14 LUGLIO 1884 DAI MM. RR. PP. DELLE SS. STIMATE
L’OSPIZIO MARINO DI QUERCIANELLA
IL P. BERNARDINO DA GAIOLE
SU DISEGNO DELL’ING. DARIO GIACOMELLI POSE MANO
IL 2 FEBBRAIO 1888 E IL 2 AGOSTO 1889
DIÉ COMPIMENTO A QUESTA CHIESA
DEDICATA ALLA SACRA FAMIGLIA
SORRETTO UNICAMENTE DALLA BENEDIZIONE
DEL MIN. GEN. BERNARDINO DA PORTOGRUARO
DAL CONFORTO DI POCHI FRATELLI
DALLA CARITÀ DI MOLTI BENEFATTORI
E DALLA SPERANZA CHE I POSTERI
DAREBBERO PIU’ AMPIO E FELICE SVOLGIMENTO
A TUTTA L’OPERA IMPRESA TRA INDICIBILI ANGUSTIE.

(P.Vigo: “Montenero, guida storico-artistica-descrittiva”, in Livorno, Tip. Gius. Fabbreschi 1902)



DA ANTIGNANO A CASTIGLIONCELLO

Dal villaggio di Antignano, lungo la costa, sino a Castiglioncello, si svolge una delle più meravigliose passeggiate d’Italia e del mondo.
Passate le ville signorili che fanno di Antignano un soggiorno incantevole, la romana via Emilia costeggia quasi sempre il mare. Si passano le torri del Boccale, la bellissima torre di Calafuria, l’accigliato castello del Romito, solitario ritiro dell’On. Sidney Sonnino, e poco dopo si trova Quercianella, amenissima borgata e lieto ritrovo di scampagnate.
Quercianella è veramente un’amenissima borgata, destinata a diventare un luogo di deliziosa villeggiatura quando la ferrovia Livorno-Vada ne avrà diffuse le bellezze naturali.
In Quercianella, sugli scogli pittoreschi in riva al mare, il sig. Gower ha fatto costruire un magnifico castello poco lungi dalla torre di Calafuria (Castel Boccale n.d.r.); un’altra bella villa signorile il sig. Gower possiede a Quercianella, villa degna di essere visitata per le belle opere darte che contiene e per certi quadri del Rinascimento che sono di sommo pregio (ex Istituto delle Suore Mantellate n.d.r.).
Questi luoghi incantati, che nulla hanno da invidiare alla ricca e svariata riviera ligure, fra non molto saranno conosciuti e forse i forestieri che li trascorreranno rapidamente in treno, vi getteranno gli occhi con un bel desiderio di pace e di tranquillità.
In questo luogo incantevole, come abbiamo detto, l’On. Sidney Sonnino, sopra un’altura che domina il mare e guarda tutta la costa in semicerchio, si è fabbricato un sontuoso castello, dove viene a trascorrere i mesi estivi, ricevendo raramente i suoi amici, e abbandonandosi agli studi suoi prediletti, pei quali ha raccolto una biblioteca importante.
Da Quercianella a Castiglioncello il tratto è breve: in poco più di un’ora con una carrozza al passo vi si giunge attraverso un paesaggio di ondeggianti pianure e di ubertose colline.

“Guida-Album di Livorno e dintorni”, 1904, Arti Grafiche Belforte - Livorno - gentilmente concessa dalla Biblioteca Labronica)



QUERCIANELLA STAZIONE BALNEARE MARINA ESTIVA E CLIMATICA INVERNALE

Quercianella, il grazioso paesello marino, in riva al poetico Tirreno, distante da Livorno appena 20 minuti di ferrovia e 12 da Castiglioncello, è un nido di pace e di gioia degli spiriti affaticati, un asilo di riposo e di delizie, cinto di colline fiorenti e di folti boschi e di pinete secolari, digradanti al mare come una rivelazione di esuberante bellezza, conchiusa nella corona lucente e magica dell’Arcipelago Toscano, cui sovrastano, prospicienti, il ridente Boccale, la storica Torre di Calafuria e il severo e solitario Romito, il castello misterioso e solenne, sacro romitorio silente elevato sullo scoglio immane e bizzarro come un tempio vetusto nel mare.
Quercianella è oggi popolata di villini eleganti e civettuoli, eretti qua e là da fortunati mortali che hanno scoperto questo lembo meraviglioso di cielo e di mare, questo angolo remoto e tranquillo, protetto dai boschi foltissimi che lo chiudono in una cornice di bellezza verdeggiante e lambito dal mare che lo recinge con un grande arco di azzurro profondo.


IL CASTELLO DEL ROMITO

Il nome gli deriva dalla dimora di alcuni antichi romiti dell’ordine dei gesuati. In una grotta del Castello v’era un’immagine del Redentore, da essi venerata e che fu poi nel secolo XVII, dagli stessi monaci trasferita nel prossimo Santuario di Montenero. Il ricco e caratteristico Castello, oggi proprietà dell’on. Sidney Sonnino, è il più notevole e prominente della costa tirrena, su cui si aderge e si sporge temerariamente come un orribile gigante o un terrificante fantasma sulla cupa, infinita distesa del mare; come minaccia eterna, ma indizio del lido vicino, nella notte fonda e misteriosa...! I naviganti lo vedono di lontano nelle serene notti lunari, quasi un colossale cetaceo uscente dai profondi gorghi del mare, e come arrampicarsi alla sponda, coperta di erbe e di fiori selvaggi! L’ala del tempo ha però spazzato ogni tristo ricordo! Non più scorrerìe piratesche, orme di stragi e di orrori, ombre nefaste di paura e di sangue che si addensarono nell’oscuro medio evo intorno alla mole solitaria e solenne di questo castello, perduto nel mare; oggi il sole soltanto lo incorona d’un fulgido serto di gemme e lo flora generosa e spontanea l’orna e lo cinge di selvatico emblema, mentre il Tirreno lo bacia e lo irrora come d’iridescente rugiada. Ave, o visione solitaria e possente, che domini imperterrita sullo specchio sempiterno del mare; ave, o gigante, fantastica visione, sprezzante del tempo e degli eventi e pur grave dell’enorme pondo della storia, o conscia ed impavida scolta, che forse odi ancora, nel gran silenzio della notte, nell’infinito mistero della natura, la pia orazione sommessa, la voce tremolante della penitenza, del martirio e del pianto dei primitivi anacoreti, degli ignoti e lontani romiti, ignoti e lontani nello spazio e nel tempo...!


LO STABILIMENTO BALNEARE PAOLIERI

Fra una corona di poetici villini gentili, di ville graziose circondate di piante e di aiuole, è centro fervido di vita, centro fulgido di bellezza rinnovantesi, un magnifico Stabilimento Balneare, eretto con industre e sapiente accorgimento dall’egregio signor Giov. Battista Paolieri, uomo intelligente e sagace, pieno d’iniziative provvide e felici. L’attivissimo sig. Paolieri, coadiuvato dall’egregio padre suo, cav. Angiolo, ha costruito uno Stabilimento Balneare, il quale forma il ritrovo più importante ed aristocratico della numerosa colonia di forestieri e bagnanti, provenienti da tutte le parti per godersi questo angolo di paradiso del Tirreno, fatto di fiori e di tepori, di aure balsamiche e confortanti, di visioni suggestive, di paesaggi ameni e ridenti; per deliziarsi in questo nido di sole e d’incanto fra i boschi, le colline, il mare e i dintorni poetici, che si distendono lungo il lido come la tela magica di un quadro, ove le grazie della natura vergine e fiorente ridono al riso radioso e perenne del cielo e del mare. Il risorgimento di Quercianella è meraviglioso, il suo progresso è tangibile più che mai, il desiderio e l’auspicio sono oggi realtà stupefacente che si afferma e si amplia in nuovi voti e in nuove opere possenti. Qualche anno fa il pubblicista, Giulio Bucciolini, scriveva quanto appresso e oggi potrebbe ripeterlo ancora con rinnovata soddisfazione e con più fresca sorpresa: “Sono a Quercianella. Non la riconosco. E’ cambiata in modo inverosimile. E più graziosa, più vispa; più carina, più elegante: ha un aspetto di dolcezza e di pace da stupire... Lo stabilimento balneare coi camerini sulla spiaggia, all’uso ligure, ha delle comodità originali, attraenti; un parco inondato di fiori, dove trionfano a tu per tu col mare, gerani e margherite; boschetti misteriosi di pini, di tamerici, di sabine, di lecci e di lillastri, folti fino a nascondere il cielo completamente, e, attraverso, per ogni senso, vialetti curati e ghiaiati, popolati di panchine e di berceaux, che si spingono sui punti più prominenti della scogliera, donde si possa abbracciare un orizzonte più largo. Dovunque piccole graziose opere d’arte e refrigeranti ombre, e, alle ombre, scherzi di acque e zampilli”.
E La Nazione di Firenze, nell’agosto 1913, scriveva fra l’altro: “Rare volte mi è successo di vedere un paese sorgere e prosperare con tale rapidità; non m’ ingannavo dunque quando scrivevo che questo cantuccio ignorato e nascosto dal verde e dai fiori, in faccia al solitario e ceruleo Tirreno, tiepida serra riparata dai venti, asilo tranquillo dove i marosi si spengono mormorando e dove gli usignoli cantano con voce chiara tutte le perle che la luna sgrana sulle acque, è destinata a diventare un’ altra gemma della fulgida collana livornese”.

E l’arguto e poetico “Iarro”, nell’agosto 1914, scriveva questo elogio: “Tra la punta del Romito e quella di Castiglioncello sorge, in mezzo al golfo, Quercianella. Chi l’ha veduta una volta, l’amerà sempre! Ed è un ritiro soave, poetico, dolcissimo, pittoresco a chi ama, a chi sogna: e vi si sogna bene in due!.., Quercianella è ricca di ombre, i suoi boschi scendono sino al mare, si mescolano le Driadi e le Sirene (vi piace?): a pochi passi dal mare sorge la vite, l’uva è squisita, i verzieri menan frutte saporose: i colli, sì vicini al mare sono ammantati del palladio ulivo, dell’albero caro a Minerva (ne volete di più?): i giardini sono screziati di fiori, uno zeffiro gradevole asola per tutto, portando sulle sue ali profumate le fragranze e i germi ravvivatori, animatori della vita...
Per un sentiero, tutto coperto di alberi verzicanti si può scendere in accappatoio dall’ albergo sino al mare.Lo stabilimento dei bagni è stato costruito con molto gusto e con una semplicità pittoresca d’idillio: la strada aperta nella scogliera per la tenacia del buon G.B. Paolieri è tale da appagare e risvegliare le tendenze più romantiche. Il Paolieri, è, si può dire, il mago che trasformò questi luoghi in un delizioso soggiorno. Egli disse: Quercianella sia e Quercianella fu! Ho udito, passando dinanzi un boschetto, a Quercianella, un rumore di baci. In quella bella plaga tutto spira l’amore!...”.
Nella nostra monografia su Livorno, edita nell’estate del 1914, dicevamo fra l’altro:
“In Quercianella, che oggi è sulle labbra e nei cuori di tutti, come un nuovo, un poetico e suggestivo soggiorno, in cui si dimenticano le amarezze della vita, si trova ogni conforto moderno in ville, villini, alberghi e pensioni accreditate e fiorenti, ove si passa con ogni comodo la stagione dei bagni e della villeggiatura, poichè a Quercianella, oltre l’aria purissima e dolce, oltre le meraviglie del panorama, dei boschi e delle colline e delle valli, v’è il mare, questo inesauribile tesoro di vita, di forza e di gioia!

Sulla più bella spiaggia del Tirreno, dove l’acqua è sbattuta fra i massi calcarei ed è pura e cristallina, sorgono felicemente impiantati i ben noti e riputati Bagni Paolieri, nella loro disposizione caratteristica sulla spiaggia verdeggiante, ove sono collocate belle e numerose baracche e cabine lungo la riva del mare e dove una folla gaia, vivace, chiacchierina, cinguettante e allegra si attarda ogni giorno, in tutte le ore, per attingere dal mare ogni conforto, ogni gioia e l’ebrezza profonda e pura della vita che si espande nel divino spettacolo della natura. Qui affluisce ogni estate una colonia elegante di villeggianti e bagnanti, provenienti da tutte le parti, attratti dalla bellezza del soggiorno, dalla purezza del mare, dalla soavità del cielo, e dal bisogno di una vita riposata e spensierata fatta di ristoro, di refrigerio, di sogno e di pace fra l’azzurro del cielo e del mare, nella poesia della campagna e delle ville, dei giardini e dei boschi, in dolce libertà e con tutti i comodi della vita. Il concorso del pubblico va crescendo ogni stagione e noi possiamo auspicare un avvenire assai felice per il villaggio ridente e poetico di Quercianella, una delle più interessanti stazioni climatiche e balneari della riviera tirrena. I Bagni Paolieri, che sono il centro ed il fulcro della vita di Quercianella, si allungano sulla bella riva con le bizzarre cabine ordinatamente allineate e offrono uno spettacolo fra i più interessanti e lieti. Il mare mormora dolcemente e carezza la molle ghiaia del piccolo lido, del piccolo golfo azzurro, circondato di ombre e di riposi confortanti, di giardini rigogliosi, di passeggiate fiorite, di viali ascendenti, discendenti, tortuosi e bizzarri come labirinti, di recessi soavi e misteriosi, d’insenature e di poggi, verdeggianti, di caratteristici berceaux naturali, macchie e aiuole lungo il mare, ove, qua e là susseguono boschetti folti e segreti con panchine e con tavole, con sedie campestri, e si respira l’aria purissima del mare, ossigenata, salubre, fresca: si sente il profumo della terra ringiovanita, della primavera fiorita, il respiro dell’aura ondeggiante, e il sommesso lontano mormorio di acque sorgive. Il soggiorno di Quercianella è sommamente interessante e ricco di bellezze svariate. Chi ha potuto godere la gioia spirituale delle sue passeggiate folte di pini, di tamerici e di lecci, ricche di piante secolari, belle di aiuole e di vasche zampillanti, chi ha sentito la dolcezza e la blandizia del suo clima saluberrimo, il refrigerio vitale del suo mare, la soavità del suo riposo, non saprà distaccarsi da questo soggiorno ideale che è la più pura e la più profonda gioia delle anime sottratte al tumulto e al turbine della città rumorosa, alla sua vita intensa e fervida che rompe la trama delicata dei sogni e delle dolci fantasie. Salve, o delizioso asilo di ristoro e di pace! Ai Bagni Paolieri sovrasta come una vedetta sul mare fra il verde dei pini un piccolo Osservatorio Termo-Udometrico, istituito dal Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma, mercè l’interessamento dell’illustre Prof. Giacomo Bertoni di Livorno. Questo osservatorio è corredato d’istrumenti scientifici per la misurazione della temperatura massima e minima, della pioggia e della direzione dei venti.
Ai piedi dell’Osservatorio si ammira una caratteristica e bizzarra grotta artificialmente fatta con pietre tufacee, una piccola e graziosa grotta, interessante per la sua specialissima costruzione che imita mirabilmente la natura con gruppi rocciosi, e grappoli e corimbi che sembrano stalattiti. V’è internamente una vaschetta con acqua zampillante e pesci dorati. A rendere sempre più perfetta l’illusione, tronchi d’alberi fatti di cemento e di altre materie s’innestano al corpo della grotta con tale verità di particolari che richiamano l’attenzione dell’osservatore, costretto a tastare per assicurarsi della felice imitazione, trucco mirabile dell’arte in gara con la natura. Questa piacente e originale grotta fu eseguita da Luigi Capezzuoli della ditta G. Cesarini di Siena, ed è una bella prova della sua fantasia, del suo ingegno e del suo spirito d’osservazione.


QUERCIANELLA, STAZIONE INVERNALE

Quercianella è altresì felicissima stazione jemale di cure salutari: essa ha tutti i requisiti necessari: la dolcezza del clima, il mare, i boschi, la pineta, le colline, che le conferiscono questo alto privilegio e la rendono anche d’inverno una sede propizia di cure valetudinarie a pochi passi da Livorno nella pace soave e ristoratrice della meravigliosa campagna e del mare fortificatore. Quercianella, cinta di verdeggianti e deliziose colline, magico anfiteatro di bellezza, posa sul mare come un piccolo Eden, fiorente e tranquillo, una sede e di riposo e di conforto ineffabile: essa è protetta dai venti freddi del nord e gode le purissime esalazioni marine, le benefiche radiazioni solari e gli effluvi dolcissimi delle piante copiose che la circondano e abbellano il piccolo e caratteristico villaggio marino. L’illustre e storico letterato prof. Pietro Vigo, in un’opera su Montenero e dintorni, conferma con la sua autorità il nostro asserto: “Quercianella, riparata perfettamente dai venti gelidi del settentrione, ed esposta al sole, sotto il diretto e benefico influsso dell’aria marina, non ha invidia ai luoghi più temperati della riviera ligure, perchè la temperatura media giornaliera nella stagione invernale v’è d’alcuni gradi più alta di quella di Livorno, e il clima, perchè meno umido, è preferibile a quello stesso di Pisa, il cui soggiorno è pur così gradevole nella stagione d’inverno. Se sarà conosciuta ed apprezzata questa speciale condizione di quel villaggio dei monti livornesi, non dubitiamo che Quercianella non debba acquistare la più grande importanza”. Questo alto requisito e non comune privilegio naturale indusse il Regio Ufficio Centrale di Metereologia e Geodinamica di Roma a istituire in Quercianella uno speciale Osservatorio Termo-Udometrico, che, mentre afferma l’alto valore climatico di Quercianella, rende così utili servizi al progresso della scienza e all’incremento delle migliori stazioni di cure salutari lungo il lido tirreno. Quercianella è oggi diventata, dunque, una cittadina che non manca di nulla, una poetica e ideale città-giardino a pochi chilometri da Livorno e da Pisa sulla grande linea ferrata Genova-Roma, ed è dotata di tutti i servizi e le comodità moderne. Essa ha inoltre due chiese per le cure spirituali: una dei Monaci Vallombrosani del prossimo Monastero di Montenero, con funzione di parrocchia, l’altra dei Padri Francescani, nel centro di Quercianella: un piccolo e vago gioiello di stile gotico, su disegno di fra Bernardino da Gaiole, che mette una nota di arte gentile e di mistica bellezza fra l’azzurro e il verde radioso del paesaggio.

In Quercianella, in questo luogo di quiete dolcissima, di sanità perfetta, di cure ristoratrici e mirabili della natura prodigiosa, hanno sede da vari anni in magnifiche ville anche riputati Istituti religiosi di educazione di Firenze e di Siena, fra cui il Regio Educandato delle Suore Mantellate di Firenze. Tutto ciò sta a dimostrare l’importanza climatica eccezionale di Quercianella, la copia preziosa dei doni naturali; e il meritato incremento ch’essa ha conseguito in così breve tempo fra le più notevoli stazioni balneari e climatiche, incremento che riceve ogni giorno un nuovo e più vivo impulso per rendere Quercianella un insuperabile asilo di quiete gioconda e salutare, rispondente a tutti i bisogni del conforto, dell’igiene e della sanità perfetta. Il merito grandissimo di questo vitale risveglio e di questa ascensione continua, piena di nuove e maggiori promesse, è dovuto alla genialità e arditezza intelligente dell’egregio sig. G. Battista Paolieri, assistito dal consiglio autorevole e saggio del Padre suo, cav. Angiolo, i quali, pochi anni or sono, acquistando dei possessi in Quercianella, decretarono nella loro mente e nel loro animo nobilissimo il risorgimento più rigoglioso del vago paesello, una delle gemme radiose di Livorno, e impiantarono subito uno Stabilimento Balneare, che si è andato ampliando e abbellendo di anno in anno; lo circondarono di giardini, di aiuole, di pergolati, di chioschetti rustici, di terrazzini e di piccoli verdi padiglioni, di berceaux capricciosi e gentili, di laghetti artificiali e di piccole grotte artistiche, cinte di capelvenere e liete di giuochi d’acqua; lo fornirono di originali sedili fatti di cemento e di scogli lungo il mare, di graziose scalette, di freschi meandri e di andirivieni ingegnosi e gentili, circondati e coperti di verde e di fiori, sotto il bacio del sole e il sospiro vivificato re del mare. Pertanto, a poco a poco andarono sorgendo qua e là ville e villini, lungo il mare quasi perle d’un vezzo mirabile; nidi gentili di salutare e santissima gioia, circonfusi di piante e di fiori, allietati da canti d’uccelli, da aure refrigeranti e da visioni di bellezze indimenticabili.

A coronamento felice e meritato di questa tenacia e di questa alacrità degnissima degli infaticabili signori cav.Angiolo e Giov.Battista Paolieri, che destarono l’ammirazione generale per il loro spirito d’iniziativa e per la fermezza nel conseguimento della loro meta, venne l’opera meravigliosa integratrice del Conte Orlando, che con la genialità dei criteri e dei provvedimenti, apportò un impulso sorprendente alla bella stazione climatica e balneare di Quercianella, a pochi passi da Livorno, con un ampio progetto di lavori e di opere benefiche e provvide che hanno fatto di questo delizioso paese, come per incanto, una importante stazione di cure climatiche e marine, un ideale soggiorno di salute, di poesia, di bellezza e d’incanto fra le fosforescenze del mare e il tripudio del verde copioso dei nuovi viali, dei moderni giardini, dei pubblici passeggi, e lo zampillìo delle fonti numerose del recente acquedotto potabile, voluto prima di ogni altro dal cuore paterno di Rosolino Orlando, apostolo insuperato della pubblica salute e del generale benessere del popolo.

(L. Gravina: “Livorno nelle sue opere di modernità e di bellezza”, edit. Belforte, 1917)


LINEA AUTOMOBILISTICA DEL LITORALE TIRRENO

Livorno - Ardenza - Antignano - Boccale - Romito – Quercianella
Prolungamento:
Livorno (Piazza Vittorio Emanuele) - Marzocco e Calambrone

E’ un utilissimo servizio pubblico, che, partendo da Livorno, costeggia il magnifico litorale toscano fra i giardini, le pinete e le aiuole della splendida passeggiata, che s’inizia col Viale Margherita e attraversa gli stupendi paesaggi marini d’Ardenza ed Antignano per sostare nel poetico villaggio di Quercianella.
Questo servizio automobilistico soddisfa pienamente al desiderio e al bisogno dei numerosi forestieri che vengono a villeggiare sul lido gemmato del Tirreno negli innumerevoli villini che incoronano i poggi della meravigliosa riviera labronica.
Il merito di questa opportuna ed utile iniziativa è dovuto al sig. Francesco Susini, intraprendente industriale e proprietario d’un accreditato Garage e di un’Officina Meccanica con annessa Scuola di Chaffeurs e Motoristi, (Via del Bastione, 2, Telef. interurbano 448), ove vengono impartite lezioni teoriche e pratiche d’automobili e motocicli con grande e generale utilità.
L’Impresa Susini, che compie anche gite ed escursioni speciali a richiesta dei villeggianti, si propone di apportare nuovi ed utili miglioramenti nell’orario, nella tariffa e nel numero delle corse e delle vetture in modo da favorire sempre meglio la folta colonia dei villeggianti e bagnanti ed esaudire le giuste esigenze di quanti visitano e frequentano la nostra costa meravigliosa, specie in quest’epoca di grandi restrizioni del servizio ferroviario.
Quanti percorreranno in automobile questa zona incantata, avranno la gioia possente d’uno spettacolo indimenticabile, poichè nella trasvolata magnifica lungo il Tirreno si hanno visioni di fascino supremo dato dalle floride colline labroniche che s’incurvano sulla riviera fulgente e dal paesaggio suggestivo degli aristocratici villaggi marini d’Ardenza ed Antignano, ai quali sovrasta nell’azzurro purissimo del cielo e del mare il sacro colle di Montenero col suo celebre Santuario, e si disegnano, nella chiarità perspicua dell’orizzonte, le visioni fascinanti del Castello e della Torre del Boccale, sede di delizie e d’incanti naturali; la storica Torre di Calafuria e il solitario Castello del Romito, fra la bellezza palpitante del cielo, del mare, delle colline e dei boschi che avvolgono in una dolcezza di ombre e di riposi i sorridenti soggiorni d’Ardenza, di Antignano e di Quercianella, affollati di ville, villini, alberghi, pensioni, stabilimenti balneari e circoli signorili.

(Luigi Gravina in “Livorno nelle sue opere di modernità e di bellezza”, Edit. Belforte, 1917)